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XV Legislatura

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00088

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00088

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 4 del 13/05/2008
 
Firmatari
Primo firmatario: BUCCHINO GINO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 12/05/2008
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
FEDI MARCO PARTITO DEMOCRATICO 12/05/2008
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
  • MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI
  • MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI delegato in data 12/05/2008
Stato iter:
CONCLUSO il 05/08/2008
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO 05/08/2008
  SCOTTI VINCENZO SOTTOSEGRETARIO DI STATO AFFARI ESTERI
Fasi iter:
RISPOSTA PUBBLICATA IL 05/08/2008
CONCLUSO IL 05/08/2008

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00088
presentata da
GINO BUCCHINO
martedì 13 maggio 2008 nella seduta n.004

BUCCHINO e FEDI. -
Al Ministro degli affari esteri, al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze.
- Per sapere - premesso che:



il 22 maggio 1995, è stato firmato a Roma il nuovo Accordo italo-canadese di sicurezza sociale che avrebbe dovuto sostituire il precedente Accordo, firmato nel 1977 ed entrato in vigore nel 1979 e che unitamente al nuovo Accordo è stata firmata l'Intesa amministrativa di applicazione;


il 12 luglio 2000 il Senato della Repubblica ha approvato il disegno di legge n. 4558 per la ratifica e l'esecuzione del nuovo Accordo di sicurezza sociale tra Italia e Canada;


il 13 luglio 2000 il disegno di legge n. 4558, che autorizzava il Presidente della Repubblica a ratificare l'Accordo di sicurezza sociale tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Canada fatto a Roma il 22 maggio 1995, è stato trasmesso dal Senato alla Camera (C. 7210);


il 6 dicembre 2000, la III Commissione della Camera dei deputati aveva espresso parere favorevole al disegno di legge n. 7210 relativo alla ratifica del nuovo Accordo di sicurezza sociale tra Italia e Canada;


il nuovo Accordo era nato dall'esigenza di considerare l'evoluzione normativa intervenuta nelle legislazioni dei due Paesi dall'entrata in vigore del precedente Accordo (1979) e di migliorare la qualità di uno strumento di tutela sociale dei lavoratori migranti e di garantire una più rapida erogazione delle prestazioni previdenziali rispetto a quanto assicurato dall'Accordo attualmente in vigore;


l'Accordo non solo conferma e consolida i benefici già previsti dal 1979 ma prevede dei miglioramenti della normativa relativi alle prestazioni pensionistiche, ai distacchi dei lavoratori e ai collegamenti tra gli enti previdenziali dei due Paesi, che rendono più ampia, equa ed aggiornata la tutela sociale;


il Parlamento canadese ha da parte sua già da tempo approvato il nuovo Accordo sottolineando come esso avrebbe rafforzato le relazioni tra i due Paesi;


come illustrato nella relazione tecnica al disegno di legge n. 4558 approvato dal Senato, l'entrata in vigore del nuovo Accordo non avrebbe comportato oneri amministrativi aggiuntivi, non prevedeva oneri organizzativi a carico di regioni o enti locali, non prevedeva oneri finanziari, organizzativi e burocratici a carico dei cittadini e delle imprese, ma solo oneri finanziari aggiuntivi, per il pagamento delle prestazioni, di modesta entità rispetto a quelli già esistenti in costanza di vigenza dell'Accordo attuale;


l'Accordo aveva ricevuto nella scorsa legislatura il parere positivo del Ministero del lavoro e del Ministero degli affari esteri e la relativa copertura finanziaria era stata trovata agli inizi del 2007 dal Ministero degli affari esteri in uno dei suoi capitoli di bilancio ma non era stato poi ratificato a causa della prematura interruzione della XV legislatura -:


quali misure urgenti si intendono adottare affinché a oltre dodici anni dalla firma dei due Paesi contraenti, il disegno di legge di ratifica dell'Accordo di sicurezza sociale tra l'Italia ed il Canada sia approvato dal Parlamento italiano e possa quindi finalmente entrare in vigore, per onorare così gli impegni presi con il Governo canadese e con le collettività dei cittadini italiani residenti in Canada e dei cittadini canadesi residenti in Italia.
(4-00088)
Atto Camera

Risposta scritta pubblicata martedì 5 agosto 2008
nell'allegato B della seduta n. 048
All'Interrogazione 4-00088 presentata da
GINO BUCCHINO

Risposta. - La ratifica della Convenzione in materia di sicurezza sociale tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo del Canada, fatta a Roma il 22 maggio 1995, ed il Protocollo aggiuntivo fatto a Roma il 22 maggio 2003, rientrano da tempo tra le priorità del Ministero degli affari esteri.
L'Accordo riveste grande importanza per la collettività italiana poiché prevede il riconoscimento di alcuni benefici ai lavoratori e pensionati italiani. Ad esempio si riconoscono:

1) la garanzia al trattamento minimo di pensione italiana a favore dei pensionati residenti in Italia o che rimpatriano qualora la somma dei pro-rata di pensione a carico di ciascuno dei due Paesi sia inferiore a tale trattamento;

2) l'estensione, ai fini del diritto alle prestazioni pensionistiche, del principio del cumulo dei periodi svolti in più Stati, detto «totalizzazione multipla», che consente un incremento del numero annuo dei nuovi pensionati.
Il Governo canadese ha ratificato l'accordo nel 2003 ed ha ripetutamente sollecitato le Autorità italiane a provvedere in tal senso, ma le difficoltà di bilancio riscontrate negli ultimi anni e la conseguente limitatezza dei fondi disponibili per il Ministero degli affari esteri non hanno consentito di perfezionare l'iter di ratifica. Gli accordi di sicurezza sociale comportano infatti oneri elevati a carico del bilancio dello Stato perché vengono calcolati attraverso una particolare procedura.
La Convenzione del 2003 prevede un onere finanziario determinato sulla base del costo reale, cioè moltiplicando il numero dei cittadini degli Stati interessati presenti sul territorio nazionale per il costo retributivo, in base ad un calcolo attuariale, il cui ammontare è pari rispettivamente ad euro 530.000,00 per il primo anno ed euro 727.000,00 per il secondo; per il terzo anno invece il computo è effettuato sulla base della proiezione decennale di spesa ed è pari ad euro 2.367.000,00 annui.
Nella precedente legislatura il disegno di legge di ratifica si trovava in fase avanzata di concerto interministeriale. All'avvio della corrente legislatura il Ministero degli affari esteri è tornato a segnalare la priorità di tale accordo all'attenzione delle altre amministrazioni al fine di poter concludere in tempi rapidi il concerto interministeriale.

Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Enzo Scotti.

 
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Andrea Sacca