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Cannafà e la serietà ovvero l’italietta di Cannavaro e Calderoli |
| 11-06-2010 12:17 |
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Ma, insomma, siamo o non siamo un Paese serio?
Lo so che le prime botte di caldo possono indurre al sospetto per domande general-generiche come queste, che a Napoli non esiterebbero a definire “a schiòvere”. So anche che per uno della mia età il quesito possa apparire anche una passata di bianco su interrogativi più datati e lontani nel tempo che quando eravamo ragazzi assumevamo dalla bocca di alcuni grandi “Maestri” di allora, Maestri di vita, dico, non di regole e precetti. L’avrete capito, mi riferisco al grande Totò, interprete geniale e pirotecnico di un’Italietta piena di povertà e disagi eppure desiderosa di sorridere di tutto e ridere di tutti quelli che si mettevano lustrini e pennacchi per attribuirsi un prestigio o una improbabile autorità. Mi riferisco, più precisamente, a quel suo “Siamo uomini o caporali?”, che ha segnato un’epoca e creato un solco chiaro e profondo tra gli uomini normali che la giornata se la guadagnano e se la sudano e gli impennacchiati veri e finti, sempre pronti ad approfittarsene e ad angariare.
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