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Bucchino denuncia con una interrogazione la vergogna dello stallo degli accordi con il Canada
 
24-02-2010 17:28
Pagina vista 246    

“Sono costretto per l’ennesima volta a denunciare la situazione di stallo e di inadempienza dello Stato italiano (badate bene le responsabilità sono di tutti i Governi che si sono succeduti negli ultimi quindici anni) che si è creata in merito agli accordi di sicurezza sociale e contro le doppie imposizioni fiscali con il Canada”. E’ l’amaro sfogo dell’On. Gino Bucchino che da anni si batte per l’approvazione dei due importanti accordi – peraltro già ratificati dal Parlamento canadese - ma finora senza risultati concreti.

“Ho presentato una nuova interrogazione – informa il parlamentare eletto nella Circoscrizione Estero per il Nord e Centro America – per denunciare l’inottemperanza, per chiedere il rispetto di accordi già presi e quindi per sollecitare la presentazione da parte del Governo dei disegni di legge di ratifica degli accordi previdenziale e fiscale, consapevole tuttavia della assoluta mancanza di volontà politica e di sensibilità sociale da parte degli organismi politici e legislativi competenti”.

“Pensate – sottolinea Bucchino – che il nuovo accordo di sicurezza sociale con il Canada è stato firmato nel 1995 e subito dopo approvato dal Parlamento canadese; quello contro le doppie imposizioni fiscali è stato firmato nel 2002 e ovviamente subito dopo approvato dal Parlamento canadese”.

I due accordi, spiega il parlamentare nella sua interrogazione, porterebbero importanti benefici ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori e ai pensionati e rappresenterebbero uno stimolo per lo sviluppo di scambi commerciali e investimenti tra i due Paesi.

Il Governo canadese ha ripetutamente sollecitato le autorità competenti italiane a rispettare gli impegni assunti e ratificare quindi i due accordi, ma presunte difficoltà di bilancio e la conseguente limitatezza dei fondi disponibili non avrebbero consentito di perfezionare l’iter di ratifica.

Tuttavia l’On. Bucchino fa notare che nonostante le presunte ragioni di mancanza di copertura finanziaria, l’Italia ha continuato a stipulare accordi previdenziali e fiscali con altri Paesi dove tra l’altro non esistono folte comunità di italiani emigrati e con cui i rapporti e gli scambi economici e commerciali non sono così importanti, sviluppati e strategici come quelli con il Canada.

Il parlamentare nella sua interrogazione chiede ai Ministeri competenti i motivi degli ingiustificabili ritardi e di onorare gli impegni presi con lo Stato canadese e con le collettività degli italiani residenti in Canada e dei canadesi residenti in Italia.



Interrogazione a risposta scritta
presentata da
GINO BUCCHINO



BUCCHINO
Al Ministro degli Affari Esteri, al Ministro dell’Economia e Finanze



Per sapere - premesso che:

  • il 22 maggio 1995, quasi quindici anni fa, fu firmato a Roma il nuovo accordo italo-canadese di sicurezza sociale che avrebbe dovuto sostituire l’accordo vigente entrato in vigore nel 1979;
  • anche il nuovo accordo con il Canada contro le doppie imposizioni fiscali fu firmato a Ottawa nel lontano 2002 ed avrebbe dovuto sostituire l’accordo in vigore dal 1980;
  • il Parlamento canadese ha già approvato sia l’accordo di sicurezza sociale che quello contro le doppie imposizioni fiscali stipulati con l’Italia mentre il Parlamento italiano non ha ancora approvato sia l’uno che l’altro;
  • il nuovo accordo di sicurezza sociale era nato dall'esigenza di considerare l'evoluzione normativa intervenuta nelle legislazioni dei due Paesi dall'entrata in vigore del precedente Accordo (1979), di migliorare la qualità di uno strumento di tutela sociale dei lavoratori e dei pensionati migranti e di garantire una più rapida erogazione delle prestazioni previdenziali rispetto a quanto assicurato dall'Accordo attualmente in vigore; il nuovo Accordo non solo conferma e consolida i benefici già previsti dal 1979 ma prevede dei miglioramenti della normativa relativi alle prestazioni pensionistiche, ai distacchi dei lavoratori e ai collegamenti tra gli enti previdenziali dei due Paesi, che rendono più ampia, equa ed aggiornata la tutela sociale;
  • la nuova Convenzione con il Canada contro le doppie imposizioni fiscali, secondo le autorità competenti, porterebbe positivi benefici ai cittadini, alle imprese e agli Stati italiani e canadesi e anch’essa rappresenterebbe un importante stimolo per lo sviluppo di scambi commerciali e di investimenti tra i due Paesi;
  • le collettività di pensionati, lavoratori ed imprenditori – italiani residenti in Canada e canadesi residenti in Italia - potrebbero beneficiare delle positive innovazioni legislative previste dalla ratifica due nuovi accordi di sicurezza sociale e contro le doppie imposizioni fiscali;
  • il Governo canadese ha ripetutamente sollecitato le Autorità italiane a rispettare gli impegni assunti e ratificare quindi i due accordi, ma presunte difficoltà di bilancio riscontrate negli ultimi anni e la conseguente limitatezza dei fondi disponibili per il Ministero degli Affari esteri non avrebbero consentito di perfezionare l'iter di ratifica;
  • nonostante le presunte ragioni di copertura finanziaria, l’Italia ha continuato a stipulare accordi previdenziali e fiscali con altri Paesi dove tra l’altro non esistono folte comunità di italiani emigrati e con cui i rapporti e gli scambi economici e commerciali non sono così importanti, sviluppati e strategici come quelli con il Canada;


quali misure dovute e urgenti si intendono adottare affinché siano presentati al più presto in Parlamento , considerati gli ingiustificabili ritardi, i disegni di legge di ratifica degli accordi di sicurezza sociale e contro le doppie imposizioni fiscali tra l'Italia ed il Canada per onorare così gli impegni presi con lo Stato canadese e con le collettività dei cittadini italiani residenti in Canada e dei cittadini canadesi residenti in Italia.


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Andrea Sacca