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L'On. Gino Bucchino denuncia un tentativo di "acquisto" politico-parlamentare.

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Estendere ai residenti all'estero gli aumenti delle pensioni PDF Stampa E-mail
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08-03-2008 15:47
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Roma, 4 luglio 2007

BUCCHINO: ESTENDERE AI RESIDENTI ALL’ESTERO GLI AUMENTI DELLE PENSIONI

In materia di pensioni, il Governo è in procinto di varare, tra le altre cose, un provvedimento mirato ad aumentare gli importi delle pensioni contributive basse e ad erogare in autunno per gli stessi pensionati una somma “una tantum”.
Sulla questione l’On. Gino Bucchino ha dichiarato:

“Si tratta di una iniziativa auspicabile e giusta sia dal punto di vista politico che umano.
Il provvedimento è attualmente in discussione ed in questi giorni i Ministri competenti dovranno individuare la platea di beneficiari, l’entità degli aumenti. Di certe ci sono solo le risorse stanziate con il Decreto approvato dal Governo la scorsa settimana: 900 milioni di euro per l’anticipo ad ottobre dell’aumento promesso.
Ovviamente le ipotesi di intervento sono varie ed anche le opinioni di governo e parti sociali.
Per la rivalutazione delle pensioni basse da contribuzione sembra che si stia ragionando sulla soglia minima dei 600 euro che riguarderebbe 3 milioni di pensionati che otterrebbero così circa 300 euro a ottobre per il 2007 e 40 euro di aumento al mese per il 2008. Si parla anche di fissare alcuni “paletti” anagrafici delimitando la platea ai soli over 65 per gli uomini e alle sole over 60 (per le donne).
A me sembra importante che venga comunque avviato il percorso per la rivalutazione delle pensioni basse.
Rritengo che gli aumenti debbano applicarsi anche ai pensionati residenti all’estero che soddisfino i requisiti necessari. Non sarebbe legittima una loro esclusione.
Tuttavia, per evitare di ingenerare i soliti dubbi, le solite confusioni e le critiche strumentali, il Governo dovrebbe chiarire immediatamente – coinvolgendo i parlamentari eletti all’estero – quali saranno i criteri di attribuzione di tali eventuali benefici ai residenti all’estero.
Mi spiego meglio: gli aumenti saranno concessi per intero o in “pro-rata”?; l’una tantum sarà concessa anche ai residenti all’estero ed in che misura?; l’eventuale prestazione estera sarà presa in considerazione ai fini dell’attribuzione del diritto?; si terrà conto della cittadinanza?
Sembrano queste domande ovvie alle quali si deve dare una ovvia risposta, ma sappiamo che spesso le leggi italiane non hanno una esplicita efficacia esterna e spetta quindi ai “tecnici” interpretare, a volte in maniera arbitraria, l’ambiguità delle leggi.
Da parte mia mi impegnerò, ancorché consapevole del limitato potere contrattuale dei parlamentari eletti nella circoscrizione estero, ad incalzare il Governo affinché anche i pensionati italiani residenti all’estero possano usufruire degli stessi benefici eventualmente concessi ai residenti in Italia.”



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Andrea Sacca