Un dovere di Tutti

L'On. Gino Bucchino denuncia un tentativo di "acquisto" politico-parlamentare.

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venerdì 20 giugno 2008

 


Sanatoria indebiti pensionistici dei residenti all’estero

Abbiamo presentato una specifica proposta di legge relativa all’abbandono del recupero da parte dell’Inps degli indebiti pensionistici costituitisi sulle pensioni italiane dei residenti all’estero. La proposta di legge, che interessa decine di migliaia di pensionati emigrati e mira a condonare indebiti pensionistici non imputabili a responsabilità dirette degli interessati, era in discussione alla Camera e non si è potuta realizzare a causa della prematura interruzione della legislatura. Ripresenteremo la proposta di legge. Va tuttavia denunciato il comportamento dell’INPS che in questi mesi sta allarmando in maniera impropria i pensionati con lettere di richiesta di restituzione immediata degli indebiti in una unica soluzione. Deve essere invece chiaro che l’Istituto previdenziale, in base alle norme vigenti, non può recuperare l’indebito se non con una trattenuta massima di un quinto dell’importo della pensione e comunque garantendo l’importo del trattamento minimo.



Misure a favore dei contrattisti alle dipendenze delle istituzioni italiane

Iniziative politiche ed interrogazioni per sollecitare misure urgenti a favore dei contrattisti per l’adeguamento delle loro retribuzioni, per tutelare il potere d’acquisto di coloro i quali hanno optato per la retribuzione in Euro e per eventualmente compensare od annullare le inevitabili fluttuazioni del cambio valutare.


Proposta di legge per migliorare i diritti e le prerogative sindacali dei lavoratori alle dipendenze del Ministero degli Esteri impiegati all’estero presso le rappresentanze diplomatiche. Denunciamo con forza la estrema confusione sulla materia per la assoluta mancanza di chiarezza e disomogeneità dei rapporti tra la amministrazione italiana e le varie figure contrattuali all’estero e le varie tipologie. Di fatto queste incertezze ed indeterminatezze normative hanno determinato situazioni spiacevolissime di difficile soluzione soprattutto nei rapporti con il fisco degli Stati Uniti che ha rivendicato il pagamento di tasse che gli interessati avevano già versato all’erario italiano. Il contenzioso è ancora in corso e noi siamo intervenuti per favorire una soluzione adeguata che non penalizzi i lavoratori contrattisti, categoria già trascurata dalle nostre istituzioni.



Riconoscimento e riacquisto della cittadinanza italiana

Presentazione di una proposta di legge di modifica della attuale normativa sulla cittadinanza italiana che faciliti, a determinate condizioni, il riconoscimento ed il riacquisto della cittadinanza sia per gli stranieri che per i naturalizzati all’estero che l’hanno persa. La proposta di legge era in discussione alla Camera ma non si è potuta realizzare a causa della prematura interruzione della legislatura.


La proposta riguarda innanzitutto gli stranieri immigrati in Italia rendendo meno complesso l’iter per l’acquisto della cittadinanza italiana. E’ previsto inoltre che ai fini dell’acquisizione della cittadinanza italiana non è richiesta la rinuncia alla cittadinanza straniera.


Per ciò che riguarda invece il riacquisto della cittadinanza da parte di ex cittadini italiani che l’hanno persa, la proposta prevede la modifica delle norme attualmente in vigore e riapre i termini, che sono attualmente decaduti, per i riacquisto della cittadinanza. Questa norma interessa centinaia di migliaia di ex cittadini italiani che hanno perso la cittadinanza italiana per naturalizzazione straniera o per rinuncia.


Inoltre la norma prevede che possono riacquistare o acquistare la cittadinanza italiana:


la donna che, già cittadina italiana per nascita, abbia perduto la cittadinanza per effetto di matrimonio con cittadino straniero, quando il matrimonio è stato contratto prima del 1° gennaio 1948;


il figlio della donna di cui sopra ancorché nato anteriormente al 1° gennaio 1948, anche qualora la madre sia deceduta;


i soggetti, ancorché nati anteriormente al 1° gennaio 1948, figli di padri e madri cittadini.


Il diritto al riacquisto o all’acquisto della cittadinanza è esercitato dagli interessati mediante presentazione di una dichiarazione resa al sindaco del comune di residenza oppure alla competente autorità consolare..


Come tutti sanno purtroppo la discussione in aula e la sua approvazione è stata bloccata dalla interruzione della legislatura. Ci aspettavamo, fino quasi adarlo per certo, che la sua approvazione sarebbe avvenuta in tempi brevissimi. A parziale giustificazione del ritardo dobbiamo dire che questa proposta legge era stata inserita in una più grande, nuova e moderna proposta di legge che l’Italia voleva darsi e che riguardava anche il fenomeno immigrazione. Inserire gli articoli che ci riguardavano in questa legge avrebbe certo dato più dignità e attenzione agli italiani all’estero. I ritardi dovuti soprattutto all’ostruzionismo di alcuni partiti hanno fatto il danno che tutti conoscono. Per evitare ulteriori ritardi nello scorso mese di gennaio gli articoli che ci riguardavano sono stati scorporati e la proposta di legge che riguardava gli italiani all’estero, con la dovuta copertura finanziaria, era stata calendarizzata per la discussione in aula per il mese di febbraio. Tutto è comunque pronto, su un piatto d’argento per il prossimo governo.

 

Eliminazione doppia imposizione fiscale

Iniziative, interventi ed interrogazioni per sollecitare chiarimenti e miglioramenti di alcune convenzioni (con Canada, Francia, Stati Uniti, Lussemburgo, Svezia, ecc.) contro le doppie imposizioni fiscali in modo da evitare che le pensioni degli italiani residenti all’estero siano tassate due volte, in Italia e nel Paese di residenza e per rivendicare una informazione adeguata e completa sui diritti e sui doveri fiscali sanciti dalla normativa nazionale e/o dalle Convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali.


In Canada abbiamo 65.000 titolari di pensione italiana (65.000 totale), negli Stati Uniti 43.000 e in Messico 200.


Per quanto riguarda il Canada va evidenziato che la convenzione sulle doppie imposizioni fiscali attualmente in vigore è stata firmata nel lontano 1977. Data la necessità di una sua revisione, nel 2002 è stato siglato un nuovo protocollo di intesa, subito ratificato dal governo canadese ma non ancora da quello italiano. E’ stato tuttavia recentemente predisposto un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri e trasmesso alle Commissioni parlamentari competenti.


La confusione sta nel fatto che la convenzione in vigore stabilisce che le tasse sulle pensioni si pagano nel Paese di residenza, ma nonostante tale previsione l’INPS continua a tassare alla fonte se i pensionati non esibiscono un certificato vistato dal fisco canadese che attesti la residenza fiscale in Canada. Quindi va a finire che spesso per vari motivi il pensionato paghi le tasse due volte. Inoltre a causa di una disposizione capestro della attuale Convenzione le paga comunque due volte se il suo reddito complessivo è superiore a 10.000 dollari.




Modello 730

Per la dichiarazione dei redditi in Italia è possibile utilizzare il modello semplificato 730 che permette di ricevere l’immediato conguaglio. I contribuenti residenti all’estero i quali devono fare la dichiarazione dei redditi in Italia possono invece utilizzare esclusivamente il modello Unico. Ci siamo attivati presso il Ministero delle Finanze e l’Agenzia delle Entrate per richiedere che il Modello 730 possa essere utilizzato anche dai residenti all’estero.


Va evidenziato che Il modello 730 presenta numerosi vantaggi: è semplice da compilare, non richiede calcoli e, soprattutto, permette di ottenere gli eventuali rimborsi direttamente con la retribuzione o con la pensione, in tempi rapidi. Il modello 730 può essere utilizzato per dichiarare le seguenti tipologie di reddito, possedute nel 2006:


redditi di lavoro dipendente;


redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente;


redditi dei terreni e dei fabbricati;


redditi di capitale;


redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA;


alcuni dei redditi diversi;


alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata.





Accordi bilaterali di sicurezza sociale

Erano in dirittura d’arrivo gli accordi di sicurezza sociale con il Canada (rinnovo) ed il Cile (nuova stipula), ed il rinnovo degli accordi con Brasile, Stati Uniti e Argentina, grazie ad una serie di iniziative e pressioni politiche, interrogazioni parlamentari. Si sarebbe trattato di un grande evento per le collettività italiane interessate che avrebbe portato concreti benefici socio-previdenziali. Anche in questo caso l’interruzione della legislatura ha compromesso il lavoro svolto e la ratifica degli accordi non si è potuta finora attuare.


Sono stati inoltre sollecitati i Ministeri e le istituzioni competenti per pervenire alla stipula di accordi anche con i Paesi di immigrazione in Italia: in particolare è stata chiesta la ratifica degli accordi con le Filippine ed il Marocco già firmati ma non ancora ratificati per presunta mancanza di copertura finanziaria, e l’avvio di negoziati con altri Paesi, come ad esempio l’Egitto.


Fra i benefici più importanti previsti dal nuovo accordo con il Canada ci sono quello della totalizzazione multipla e l’introduzione di strumenti e procedure più snelli ed efficaci per il riconoscimento delle pensioni di invalidità e un meccanismo di totalizzazione semplificato per il diritto ad alcune prestazioni canadesi.



L’assegno di solidarietà agli italiani indigenti residenti all’estero

Presentazione di una proposta di legge che prevede l’istituzione, a determinate condizioni, di un assegno di solidarietà a favore dei cittadini italiani i quali risiedono all’estero in situazioni economiche disagiate. A causa dell’interruzione della legislatura l’assegno non sarà introdotto ma in compenso sono stati stanziati ben 10 milioni di euro per l’assistenza diretta ai cittadini italiani bisognosi.




Il riconoscimento dell’importo pensionistico aggiuntivo di 154 euro sulla mensilità di dicembre


Abbiamo richiesto al Ministero del Lavoro ed all’Inps, tramite interrogazioni ed iniziative politiche, la concessione anche ai pensionati residenti all’estero dell’importo aggiuntivo pensionistico di 154 Euro (introdotto dalla legge finanziaria per il 2001) da erogare sulla mensilità di dicembre come avviene per tutti i residenti in Italia i quali soddisfino determinati requisiti reddituali. Siamo fiduciosi che la nostra richiesta, circostanziata da valutazioni tecniche e legali, sarà presto accolta.


In seguito al mio intervento sappiamo che finalmente l’INPS (che sembra essersi accorta dell’errore) ha posto il quesito al Ministero del Lavoro. Potrebbero essere così concessi arretrati ai pensionati italiani poveri residenti all’estero a partire dal 2001.




Lingua e cultura italiane all’estero

Abbiamo presentato una proposta di legge di riforma della legge n.153 del 1971 al fine di migliorare gli interventi di formazione linguistica e culturale, di formazione continua e di sostegno all’integrazione in favore dei cittadini italiani e dei loro congiunti e discendenti residenti all’estero, nonché per la promozione e la diffusione della lingua italiana nel mondo. Anche in questo caso la nostra iniziativa è stata bloccata dall’interruzione della legislatura.


Un passaggio storico dopo fiumi di parole che sono scorsi per anni.


Finalità e obiettivi: situare gli interventi scolastici all’estero in un quadro legislativo accettabile; garantire pari dignità e trattamento per le persone che erogano la stessa prestazione; recepire i cambiamenti che hanno modificato la realtà di riferimento che aveva dato vita alla legge 153 con particolare attenzione all’affermazione del modello culturale e produttivo italiano rispetto al tempo dell’emigrazione di massa, inteso soprattutto come stile di vita, al processo d’integrazione sociale e professionale vissuto dalle nostre collettività, al fatto che i giovani italiani o di origine italiana residenti all‘estero sono spesso nati nei Paesi di emigrazione e perfettamente a loro agio nella realtà sociale locale, che sono generazioni portatrici di esigenze culturali nuove, che esigono metodologie didattiche adeguate.


La legge prevede tra l’altro iniziative e interventi che favoriscano e sviluppino la diffusione della lingua e della cultura italiane nel mondo, sia attraverso specifici interventi rivolti a figli, congiunti e discendenti di connazionali in eta` scolare, sia attraverso interventi di formazione continua e permanente e di educazione degli adulti appartenenti alle comunità italiane all’estero; azioni formative e didattiche aventi lo scopo di facilitare l’integrazione linguistica, culturale e lavorativa dei connazionali all’estero sia nei sistemi scolastici sia nel tessuto sociale dei Paesi di accoglienza; la stipula di convenzioni con autorità straniere per l’inserimento dell’insegnamento della lingua e della cultura italiane nei sistemi scolastici dei Paesi di accoglienza, che prevedano iniziative e interventi aperti a tutti gli studenti delle scuole locali; servizi e interventi integrati di orientamento, formazione e perfezionamento linguistico volti a favorire la mobilità culturale e professionale delle comunità italiane all’estero; servizi di certificazione delle competenze acquisite dai destinatari delle attività; servizi di informazione e documentazione, anche anagrafica, finalizzati al recupero dell’identità culturale e all’individuazione delle origini dei connazionali all’estero che ne fanno richiesta.




Agevolazioni per i lavori usuranti anche per i residenti all’estero

Riteniamo infine che la normativa sui lavori usuranti dovrà applicarsi anche alle pensioni degli italiani residenti all’estero. La legge prevede che lo svolgimento di attività usuranti dia diritto a uno sconto di tre anni sul requisito anagrafico per la pensione di anzianità. Per ora l’Inps ci hanno dato solo assicurazioni verbali anche perché il decreto applicativo non è ancora stato emanato. Ci batteremo affinché anche questo importante beneficio sia concesso ai lavoratori emigrati.

 
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Andrea Sacca