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Barak Obama. "El negrito ese".
 
11-11-2009 20:20
Pagina vista 237    

Pochi giorni dopo il colpo di Stato in Honduras, Paese dal quale riceviamo solo informazioni vaghe e sporadiche, il ministro degli esteri del governo di fatto, si é riferito a Barak Obama definendolo "el negrito ese". In italiano una roba tipo "quel negretto".

 

Mi immagino che se tale espressione fosse stata utilizzata dal ministro degli esteri russo o iraniano ne sarebbe nato un putiferio. Invece non vi è stata nessuna reazione. Quello che vorrei far osservare è che "politically incorrect" non è soltanto la mancanza di rispetto del ministro ma anche, e forse soprattutto, la mancata reazione statunitense.

 

Perché non si reagisce? Evidentemente perché non si considera il ministro di questo Stato sullo stesso piano di Obama, o che un paese come l´Honduras viva di pari dignità con gli Stati Uniti o altri paesi, democratici o "canaglia" che siano. Condiscendenza. La stessa di un adulto nei confronti di un bambino.

 

E tutte le nostre relazioni con i cosiddetti paesi del terzo mondo sono segnate da tali condiscendenze. Buttano via o rubano i soldi che vengono loro dati, fanno colpi di Stato, si ammazzano fra di loro... perché reagire... tanto loro sono così. Ma c'é anche di peggio, si fa passare tale condiscendenza come non ingerenza e rispetto.

 

Le palle! La verità è che questo ci consente poi di adottare costantemente due pesi e due misure. Quando ci conviene ci ergiamo a paladini delle libertà e della democrazia e quando non ci conviene guardiamo da un'altra parte. Coglionata gigantesca. Apparentemente a nessuno dei nostri grandi condottieri è ancora venuto in mente che rappresentiamo una piccola ed invecchiata minoranza il cui potere economico e militare si sta rapidamente erodendo. Probabilmente non ci restano più di 15/20 anni di effettiva preponderanza.

 

Non sarebbe il caso di impiegarli per cercare di stabilire principi ferrei, che finalmente non farebbero altro che avvantaggiarci, per cui, indipendentemente dal fatto che chi compie il colpo di Stato o massacri i suoi concittadini, o si impegni in brogli elettorali ci sia amico o avverso, un tale comportamento verrà sanzionato? Perché la nostra credibilità come "arbitri" imparziali risulta sempre più danneggiata. Ed allora che si facciano pressioni sugli Stati Uniti perché impongano sanzioni commerciali. Due giorni e si ristabilirebbe la legalità. Luigi (lettera firmata)


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Andrea Sacca