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22-7-2008 Esame ordini del giorno - pag. 123

Disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 112 del 2008: Sviluppo economico, semplificazione, competitività, stabilizzazione della finanza pubblica e perequazione tributaria (A.C. 1386);
22-7-2008 Esame ordini del giorno - pag. 123 )

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PRESIDENTE. L'onorevole Bucchino ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/1386/24.

 

GINO BUCCHINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, decine di migliaia diPag. 124pensionati italiani residenti all'estero hanno ricevuto e stanno ricevendo una lettera dell'INPS con la quale viene chiesta la restituzione di somme indebitamente percepite e contestate dall'istituto previdenziale in seguito agli accertamenti reddituali effettuati in occasione delle campagne reddituali all'estero del 2002 e del 2004-2005. Di norma si tratta di indebiti che si sono costituiti perché nostri connazionali hanno nel tempo riscosso importi pensionistici superiori al dovuto a causa del ritardo con cui l'INPS ha acquisito le informazioni reddituali degli interessati, e quindi effettuato il ricalcolo delle prestazioni legate al reddito.
I ritardi dell'INPS sono la conseguenza della farraginosità e della sporadicità con le quali vengono effettuati gli accertamenti reddituali dei pensionati residenti all'estero (l'ultima rilevazione riguarda gli anni 2004-2005), e del complicato iter procedurale che queste rivelazioni comportano. In Italia invece le campagne reddituali devono essere e vengono effettuate ogni anno. Gli importi da restituire variano da poche centinaia ad alcune migliaia di euro. L'impatto economico, umano e psicologico sui pensionati, i quali ricevono le lettere di recupero da parte dell'INPS, è devastante, considerate le precarie condizioni economiche degli interessati aventi diritto a prestazioni legate al basso reddito, e soprattutto la loro totale buona fede, che esclude la presenza di dolo. Si sottolinea che in taluni casi alcune sedi provinciali dell'INPS intimano che le restituzioni degli importi deve avvenire in un'unica soluzione tramite bonifico entro 60 giorni dalla data di ricezione della lettera raccomandata, e che se non dovesse essere rispettata tale scadenza sarà dato corso all'azione legale per il recupero coattivo delle somme indebite.
Fino all'anno scorso, su richiesta di alcuni parlamentari eletti all'estero, dei patronati e delle forze rappresentative dei nostri emigrati, l'INPS aveva sospeso la richiesta di restituzione delle somme erogate indebitamente, in attesa di una legge di abbandono del recupero degli indebiti pensionistici sulla quale - voglio precisarlo - esiste un'intesa unanime. È utile ricordare che nella XIV legislatura era stato presentato in Parlamento, dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri, un disegno di legge finalizzato a sanare le situazioni debitorie nei confronti di soggetti che avevano percepito indebitamente, ma senza dolo, prestazioni a carico dell'INPS per i periodi dal 1o gennaio 2002 al 31 dicembre 2003. Il disegno di legge si sarebbe applicato anche alle pensioni in convenzione e ai titolare di pensione italiana residenti all'estero, ma non fu neanche discusso in Aula.
Purtroppo, anche nella precedente legislatura il Parlamento italiano si è dimostrato insensibile alla problematica ed ha ignorato le giuste richieste delle collettività italiane all'estero. Infatti, l'emendamento alla legge finanziaria per il 2008 relativo ad una sanatoria degli indebiti pensionistici presentato da alcuni parlamentari eletti nella circoscrizione Estero non è stato accolto. Voglio ricordare che in una recente sentenza la Corte costituzionale ha sostenuto il principio dell'importanza dell'affidamento dei pensionati al diritto di non dovere restituire trattamenti pensionistici indebitamente percepiti in buona fede, principio che, secondo la Corte, è tanto più meritevole di tutela ove si tratti di pensionati a reddito non elevato, che destinano le prestazioni pensionistiche, pur indebite, al soddisfacimento di bisogni elementari, propri e della famiglia. Con l'ordine del giorno n. 9/1386/24 che abbiamo presentato, impegniamo il Governo a predisporre un provvedimento legislativo che preveda una sanatoria degli indebiti pensionistici a carico di pensionati residenti all'estero in assenza di dolo e in presenza di determinati limiti reddituali. La sanatoria prospettata potrebbe rappresentare l'ultimo condono relativo agli indebiti pensionistici dei residenti all'estero, dal momento che è allo studio un provvedimento amministrativo che, riformando e sistematizzando con cadenza annuale le procedure relative alla rilevazione dei redditi dei pensionati residenti all'estero, eliminerà, a regime, le cause che provocano l'insorgere delle situazioni debitorie. ConcludoPag. 125rimarcando che l'abbandono del recupero degli indebiti pensionistici a carico dei nostri connazionali residenti all'estero è, senza ombra di dubbio, una delle rivendicazioni più importanti ed urgenti invocate dalle nostre collettività emigrate. La sua attuazione rappresenterebbe un segnale di sensibilità e di attenzione di questo Parlamento nei riguardi di decine di migliaia di cittadini italiani residenti all'estero, ai quali questo Governo ha finora riservato solo tagli di spesa e politiche restrittive (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

 

Leggi tutto il Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 40 di martedì 22 luglio 2008


 

 
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Andrea Sacca